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le locations 

 

  • Complesso Monumentale di Santo Spirito in Saxia

    La nuova location deputata ad ospitare la 6° edizione di KIDS FOR KIDS è la prestigiosa sala LANCISI del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Saxia, fatto realizzare nel 1198 da Papa Innocenzo III proprio per accogliere i “proietti” (bimbi abbandonati dalle loro madri) oltre che per assistere infermi e malati poveri.

    In particolare la sala Lancisi (un tempo corsia ospedaliera dell'Ospedale Santo Spirito) rappresenta oggi una delle location storico/artistiche più ambite, sontuose e principesche che Roma possa proporre a chi voglia organizzare un grande evento: non a caso è stata prescelta da stilisti come Valentino o le sorelle Fendi per la presentazione delle loro ultime collezioni.

    Un'opportunità unica, dunque, riservata a pochi e a noi concessa grazie al valore artistico/culturale/benefico accordato alla nostra manifestazione KIDS FOR KIDS.

    Il complesso monumentale del Santo Spirito si trova a pochi passi da Castel Sant'Angelo e da San Pietro , proprio a ridosso del fiume Tevere.

    Tenendo conto della “peculiarità” del luogo in cui ci esibiremo, ci è sembrato opportuno sostenere un progetto legato al grave e sempre più diffuso problema dell'abbandono dei neonati e in particolare alla campagna di moralizzazione “ Non abbandonarlo, affidalo a noi ” curata dalla Regione Lazio.

 

  • CASTEL SANT'ANGELO - ROMA

    Edificato intorno al 123 d.C. come sepolcro per l'imperatore Adriano e la sua famiglia, Castel Sant'Angelo ha un destino atipico nel panorama storico-artistico della capitale.
    Mentre tutti gli altri monumenti di epoca romana vengono travolti, ridotti a rovine o a cave di materiali di spoglio da riciclare in nuovi, moderni edifici, il Castello - attraverso una serie ininterrotta di sviluppi e trasformazioni che sembrano scivolare l'una nell'altra senza soluzione di continuità - accompagna per quasi duemila anni le sorti e la storia di Roma.
    Da monumento funerario ad avamposto fortificato, da oscuro e terribile carcere a splendida dimora rinascimentale che vede attivo tra le sue mura Michelangelo, da prigione risorgimentale a museo, Castel Sant'Angelo incarna nei solenni spazi romani, nelle possenti mura, nelle fastose sale affrescate, le vicende della Città Eterna dove passato e presente appaiono indissolubilmente legati.
    testi © www.castelsantangelo.com


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  • AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA di Renzo Piano

    Nel settembre del 1995 iniziano i lavori per la costruzione del nuovo Auditorium.

    La scelta insediativa per il grande complesso dei nuovo Auditorium di Roma è quella di completare con un raccordo organico l'orografia dei paesaggio esistente, cercando in particolare di ricomporre l'artificiosa frattura venutasi a creare tra le propaggini inferiori della collina dei Parioli e la pianura fluviale su cui sorge il Villaggio Olimpico.

    L'occasione di una riqualificazione urbana dell'area scelta per l'Auditorium, delimitata dal quartiere dei Parioli a sud, dal quartiere Flaminio ad ovest, dal Villaggio olimpico a nord e da Villa Glori ad est, non può quindi essere trascurata: occorre dare al luogo la stessa dignità urbana e territoriale che presentano le quattro aree che la contornano, ognuna delle quali possiede una propria identità ed un proprio modello di vita quotidiana.

    L'Auditorium deve agire da un lato come sofisticato strumento di forte attrazione per un'utenza sovraurbana e dall'altro deve poter concentrare tutte le varie funzioni che costituiscono la normale urbanità di un luogo. Questo è garantito sia dalla particolare configurazione dei volumi costruiti che dalla distribuzione di tutte le attività presenti.

    Lungo Viale Maresciallo Pilsudski e Via Giulio Gaudini si aprono i principali ingressi al parco ed ai parcheggi sotterranei, realizzando una importante continuità fisica e percettiva con la zona a Sud e ad Est dell'area; su questo piano, su una dolce salita, emergono le tre Sale per la Musica creando una sequenza di tre volumi fortemente connotati, di dimensioni diverse, ma appartenenti alla stessa famiglia di architetture. Le tre "casse armoniche" sono immerse nel grande parco alberato e disposte ortogonalmente attorno ad una grande cavea teatrale all'aperto, rivolta verso il Villaggio Olimpico. Su questo lato, ossia su Viale de Coubertin, il volume dell'edificio diventa permeabile, organizzando una serie di attività legate a funzioni più tipicamente urbane permettendo così un utilizzo quotidiano e continuo di tutto il complesso.

    testi e foto © www.auditorium.com

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    Foyer - clicca per ingrandire le immagini  Sala Santa Cecilia  Sala Sinopoli  Sala Petrassi

    Altaroma - gennaio 2007 - Auditorium Parco della Musica
    Sala A - ipotesi di utilizzo sol.1 - Vista Sala

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  • TERRAZZA DEL PINCIO
    Le pendici del Pincio cominciarono a popolarsi di ville verso la fine dell'età repubblicana.
    È incerto se fossero in questa zona quelle di Scipione Emiliano e di Pompeo. Ma nessun dubbio può esistere per quella di Lucullo, costruita subito dopo il trionfo nel 63 a.C. su Mitridate, con le immense ricchezze tratte dal bottino.  L'edificio occupava le pendici della collina, con una serie di terrazze alle quali si accedeva tramite scalee onumentali.

    La villa doveva ergersi in fondo alla via antica, corrispondente a via dei Condotti, pressappoco nella posizione della Trinità dei Monti . Più tardi, questa magnifica villa passò in proprietà di Valerio Asiatico, il quale fu costretto da Messalina, che voleva impadronirsene, a suicidarsi. Da allora (46 d.C.) la villa entrò a far parte del demanio  imperiale.
    Della grandiosa villa di Lucullo solo pochi resti sono ora visibili nei sotterranei del convento del Sacro Cuore. Le ville degli Acilii, e quelle più tarde degli Anicii e dei Pincii (che diedero il nome al colle) dovettero occupare la parte più settentrionale della collina. Un resto delle loro sostruzioni è il cosiddetto Muro Torto (nella foto a destra), databile alla fine dell'età repubblicana e che fu poi incluso nella cinta delle Mura Aureliane . 
    Fu chiamato anche Muro Malo perché vi venivano sepolti i defunti impenitenti e le prostitute di basso rango. Qui furono sepolti anche Targhini e Montanari, decapitati nel 1825 a piazza del Popolo , tanto che si narrava che i due passeggiassero sul muro con le teste fra le mani, regalando ai passanti i numeri vincenti del Lotto.

    Il luogo veniva anche indicato come sepolcro di Nerone, tanto che nella pianta di Roma del 1593 veniva indicato come Sepulcrum Neronis alias Muro Torto : anche in questo caso la leggenda vuole che il fantasma di Nerone vagasse fra le mura. La sistemazione del Pincio, anticamente chiamato anche Collis Hortulorum , il Colle degli Orti, per il gran numero di orti e vigne che ospitava, fu compiuta radicalmente nel 1811 da Pio VII, su progetto di Giuseppe Valadier: gli ampi viali fiancheggiati da pini domestici, palme e querce sempreverdi divennero ben presto un posto alla moda per passeggiare.

    Una delle caratteristiche più interessanti del parco è l'obelisco egizio conosciuto come obelisco Pinciano ma più correttamente deve dirsi di Antinoo , perchè dedicato dall'imperatore Adriano al suo giovane amico annegato nel Nilo nel 130 d.C., forse per salvare l'imperatore stesso. Il monolite, realizzato per  volere di Adriano, fu collocato sul monumento funebre di Antinoo che, secondo una recente ipotesi, doveva trovarsi all'interno degli Adonea sulPalatino: la scritta, in stile egizio, è dunque di mano romana.

    L'obelisco venne trasferito poi da Eliogabalo nel Circo Varianodove fu ritrovato nel XVI secolo: nel 1633 Urbano VIII lo fece trasportare nei giardini di palazzo Barberini dove vi rimase fino al 1773, quando Cornelia Barberini lo donò a Clemente XIV che lo depositò nel cortile della Pigna in Vaticano. Fu per volontà di Pio VII che l'obelisco, alto m 9,25, fu trasportato ed innalzato nella posizione attuale il 22 agosto 1822 dall'architetto Giuseppe Marini.

    Un fascino particolare lo ha, indiscutibilmente, l'orologio ad acqua, sistemato in via dell'Orologio: ideatore fu  un eminente meccanico orologiaio, il monaco domenicano P.Giovanni Embriaco. Fu presentato all'Esposizione di Parigi nel 1867, riscuotendo molto successo. L'idrocronometro (nella foto a sinistra) venne collocato in mezzo ad un laghetto artificiale, ideato dall'architetto Ersoch. L'orologio funziona mediante un meccanismo nel quale l'acqua dà impulso al pendolo e carica il movimento e le sonerie, riempiendo alternativamente due bacinelle.

    Quasi per scherzare con uno degli eventi più tragici della storia, riducendolo ad un giocattolo architettonico destinato agli incontri mondani, fu costruita la Casina Valadier, tale e quale, per forma e grandezza, al cassero della famosa nave Trafalgar comandata da Nelson, a memoria dell'ancor più famosa disfatta della flotta francese sulle acque del Mediterraneo (nella foto a destra).

    La graziosa costruzione neoclassica fu costruita da Giuseppe Valadier tra il 1813 e il 1817 come sua fututa dimora di riposo ma in pratica funzionò quasi subito da caffè, ristorante, luogo di ritrovo mondano e persino come cafè-chantant.
    I boschetti circostanti sono disseminati di busti di celebri personaggi della storia (da un'idea di Giuseppe Mazzini), i cui nasi, distrutti regolarmente e a più riprese da vandali, vengono via via risistemati a seguito di un'accurata plastica facciale ad opera di esperti restauratori capitolini.
    © www.romasegreta.it


    - Panoramiche dal Pincio -
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    © www.tesoridiroma.net
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  • PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO
    Il progetto della piazza è di Michelangelo Buonarrotiche la orienta verso S.Pietro impostando così una prospettiva rovesciata. Al centro la statua equestre di Marco Aurelio, trasferita nel 1538 dal Laterano per ordine di Paolo III°.

    Il Palazzo Senatorio, collocato di fronte, fu completato da Giacomo Della Porta e Girolamo Rainaldi ed oggi ospita il Consiglio Comunale di Roma.
    Il Palazzo dei Conservatori, a destra, fu incominciato sempre da Michelangelo e finito da Della Porta; il progetto di Palazzo Nuovo, a sinistra, fu invece dei fratelli Rainaldi (1655). Sulla parte sinistra della piazza è ospitata inoltre la Pinacoteca Capitolina, che ospita un'invidiabile rassegna pittorica, dal medioevo al 18° secolo: tra gli autori esposti Tiziano, Veronese, Pietro da Cortona, Caravaggio, Rubens; mentre nella parte destra sono visibili i reperti di arte ellenistica e romana.

    © www.romecity.it

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